Perché scegliere questo itinerario in Cina?
Dopo anni di mia esitazione all’idea di affrontare un viaggio in Oriente abbiamo deciso di partire dalla Cina che, con la sua storia millenaria, le sue contraddizioni e quella continua alternanza tra passato e futuro, mi ha sempre affascinata moltissimo.
Poi, come spesso accade, tutto è iniziato davanti a un tavolo tra amici. Una chiacchiera dopo l’altra, un sogno condiviso e il progetto ha preso forma: nasceva il nostro viaggio con “China Explorers”.
Contattato un’agenzia cinese, con ottime referenza online, abbiamo costruito un itinerario su misura con guide private e trasferimenti dedicati. Il risultato?
- 18 giorni
- 2 voli intercontinentali
- 2 voli interni
- 2 treni ad alta velocità
- 5 guide turistiche
- 6 città
- 1 risaia
- 1 navigazione sul fiume
- 2 campi di loto
- 1 passeggiata in bici
- 2 minority village
- 2 parchi montani
- 1 grotta
- diversi templi
- 3 ristoranti stellati
- tanti ristoranti spersi nel nulla
- gite in risciò
- paesi sulle cascate
tanto caldo e tanta umidità….insomma dopo tante meraviglie posso confermare che la Cina è un paese da visitare, affascinante con le sue mille sfaccettature, l’ottimo cibo, il popolo ed i paesaggi, uno dei paesi più sorprendenti che abbia mai visitato.
Shanghai Il futuro d’Oriente.
Il nostro viaggio è iniziato da Shanghai
La sera, passeggiare lungo il Bund significa assistere a uno spettacolo di luci e grattacieli che si riflettono sul fiume Huangpu creando uno skyline davvero iconico.

Abbiamo ammirato la città da 546 metri visitando il 118esimo piano della Shanghai tower, scoperto l’arte dei giardini cinesi a Yuyuan garden, e la religione buddista al tempio Jade Buddha temple.
La prima cena in Cina ci ha regalato anche il nostro primo ristorante stellato. L’ambiente era sorprendentemente semplice, con grandi tavoli in legno e senza particolari formalità, ma gli xiaolongbao serviti erano tra i migliori assaggiati durante tutto il viaggio
Il secondo giorno ci siamo spostati a Suzhou nei dintorni di Shanghai a 4 ore di strada dove abbiamo visitato i bellissimi Lingering garden e la Tiger hill posti meravigliosi ma apprezzati solo in parte per la grande affluenza di turisti.

Un consiglio? Non lasciatevi scoraggiare dalla folla. La Cina è densamente popolata, tutti vanno in vacanza ad agosto, e molti luoghi iconici sono molto frequentati, ma sarebbe un peccato rinunciare a queste meraviglie.
Zhujiajiao e il primo incontro con la Cina tradizionale
Il terzo giorno ci siamo spostati da Shanghai a Zhujiajiao la città sull’acqua: canali, ponti in pietra, giardini e antiche abitazioni regalano scorci davvero affascinanti, la gita sull’acqua invece non è stata niente di memorabile.
La sera imbarcati in aereo ci siamo trasferiti a Guilin, una zona molto piovosa con un’umidità importante.
Guilin la Cina da cartolina
Guilin è molto viva, è circondata da montagne carsiche dalle forme incredibili e da una natura lussureggiante, piena di luci, ristoranti, cibo da strada, bancarelle.
È il punto di partenza ideale per esplorare alcuni dei paesaggi più iconici del Paese.

Longsheng Rice terraced field
Uno dei dettagli che più mi ha colpito della Cina è la cultura della condivisione a tavola: si ordinano molte portate diverse e tutti assaggiano tutto.
Nota di merito sperso tra le risaie c’era un contadino che faceva spremute di frutto della passione e arancia memorabili.
In Cina pagare con il cellulare è la normalità, grazie all’app, anche nei posti più sperduti inquadri il QR Code del venditore ed il gioco è fatto.
La sera rientrati in hotel ci siamo regalati un massaggio nella spa dell’hotel con un grandissimo rapporto qualità prezzo.

Tra grotte, villaggi e cucina locale
Nei giorni successivi abbiamo visitato, nei dintorni di Guilin:
- la Red Flute Cave, bella ma piena di luci colorate stile disco che rovinano l’atmosfera
- l’antica città di Daxu dove respirare l’aria dell’antica Cina
- una fattoria locale dove abbiamo imparato a preparare ravioli cinesi
Molti ristoranti appaiono spartani agli occhi occidentali, ma spesso nascondono una cucina straordinaria e autentica.
Rientrando in hotel abbiamo fatto una passeggiata nel parco della Elephant Trunk hill che abbiamo visto da sotto, qui l’affollamento era ai limiti della sopportazione quindi lo abbiamo attraversato molto in fretta.

Navigando sul Li River
La traversata sul Li River è stata senza dubbio uno dei momenti più emozionanti del viaggio.

Per circa quattro ore abbiamo navigato tra picchi carsici che emergono dalla foschia creando un paesaggio quasi irreale. Sono proprio questi panorami che hanno ispirato artisti, poeti e persino l’immagine raffigurata sulla banconota da 20 yuan.
All’arrivo a Yangshuo abbiamo esplorato la campagna in bicicletta, pedalando tra fiumi tranquilli e campi di loto in fiore.

La sera, La sera dopo una lezione di scrittura cinese con la nostra meravigliosa guida Lili, abbiamo assistito allo spettacolo “Impression Sanjie Liu”, diretto dal celebre regista Zhang Yimou: una rappresentazione a cielo aperto messa in scena direttamente sulle acque del fiume.
Un’esperienza magica.
Zhangjiajie: sulle montagne di Avatar
Giorno nuovo nuova gita, trasferimento con il treno ad alta velocità verso Zhangjiajie.
Qui si trovano le montagne che hanno ispirato gli scenari del film Avatar.
Salendo tra funivie, sentieri panoramici e l’impressionante Ascensore Bailong, ci siamo ritrovati immersi in un mondo fatto di pilastri di roccia che sembrano galleggiare tra le nuvole.
Uno spettacolo difficile da descrivere a parole.
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Il giorno successivo il tempo non è stato dalla nostra parte. Pioggia e nebbia ci hanno accompagnati fino al famoso Glass Bridge un ponte in vetro sospeso a 300 metri dal suolo. Dopo averci fatto indossare i copri scarpe ci siamo avventurati fino alla sponda opposta per cercare di avere una panoramica sul ponte ma la nebbia ha dominato la scena.

Consiglio Se volete c’è la possibilità, pagando qualcosina in più, di prendere dei pass per l’ingresso agevolato senza fare code infinite come è successo a noi, chiedetelo alla guida.
Nel pomeriggio abbiamo preso l’ovovia per salire sulla Tianmen Mountain, un posto magico che visitato con il sole deve regalare emozioni ancora più grandi.

La leggendaria Porta del Paradiso era completamente nascosta dalle nuvole, ma l’esperienza di percorrere i 999 gradini resta uno dei ricordi più divertenti del viaggio.
A metà salita pensavo:
“O questi gradini portano davvero alla longevità… oppure si diventa immortali semplicemente sopravvivendo alla fatica!”

Da lì abbiamo proseguito per la cima della montagna attraverso un numero imprecisato di scale mobili all’interno della roccia.
Anche qui in cima ci sono delle bellissime passerelle sul fianco della montagna, sospese sul nulla, dove poter passeggiare oltre a percorsi nei boschetti sparsi che regalano momenti di pace tra un bagno di folla e l’altro.
Dopo questa giornata impegnativa siamo rientrati in albergo e nel paesino, sperso nel nulla, siamo riusciti a trovare un posticino per cenare in cui abbiamo passato una divertente serata, birra fresca a volontà e carne alla griglia cotta al momento nel cortiletto del locale.
Furong la città sospesa sulle cascate.
L’ultimo giorno in zona lo abbiamo utilizzato per visitare la meravigliosa Furong, l’antica città costruita sulla cascata, se non la si visita non si può nemmeno immaginare il fascino di questo luogo.

Furong è stata una delle sorprese più belle dell’intero itinerario.
Costruita letteralmente sopra una cascata, sembra uscita da una fiaba.
Sì, è molto turistica. Sì, è affollata.
Eppure il suo fascino rimane intatto.
Passeggiare tra i vicoli e passare dietro il velo d’acqua della cascata è un’esperienza che vale da sola il viaggio.
Nel tardo pomeriggio la guida ci ha portati in aeroporto dove abbiamo preso un volo per Xian
Xi’an: alle origini della Cina imperiale
Una delle antiche capitali imperiali dove si respira ancora l’eleganza dei tempi passati una delle città che più mi hanno affascinata.
Tra le tappe principali:
- la Big Wild Goose Pagoda il più importante centro di buddismo cinese
- il Quartiere Musulmano con il suo street food e le innumerevoli bancarelle
- la Grande Moschea
Il giorno seguente abbiamo raggiunto il sito archeologico dell’esercito di terracotta.


Nonostante la quantità incredibile di visitatori, trovarsi davanti a migliaia di guerrieri scolpiti oltre duemila anni fa lascia davvero senza parole. Finita la visita ci siamo divertiti a creare il nostro soldatino lavorando la terracotta.
Nel pomeriggio abbiamo passeggiato sulle antiche mura di Xi’an che circondano la città antica.
Costruite nel 1370, in otto anni, sono lunghe quasi 14 km, misurano 12 m di altezza e 15-18 m di spessore alla base. C’è una torre difensiva ogni 120 metri, alta come le mura della città, in totale sono 98 torri attorno alle mura della città. Fuori dal muro c’è un fossato, largo 20 metri, profondo 10 metri, che forma un sistema di difesa completo con le mura della città.
Il giro è consigliabile farlo al mattino presto, o il pomeriggio tardi, ad agosto fa molto caldo ed il percorso è tutto al sole, comunque è possibile percorrere anche solo una parte se si ha poco tempo a disposizione e fa molto caldo.
Per concludere la giornata, la sera l’abbiamo passata nel centro cittadino, davanti alla Big Wild Goose Pagoda, dove si trovano moltissimi locali per cenare o passare un dopo cena, passeggiare è molto divertente ci si immerge pienamente nella vita quotidiana di Xi’an.
Il mattino dopo la guida ci ha accompagnati in stazione dove avevamo un treno ad alta velocità per Pechino
Pechino Il cuore dell’Impero
Gli ultimi giorni li abbiamo dedicati a Pechino.
Abbiamo visitato il magnifico Tempio del Cielo, o Tian Tan, uno dei luoghi sacri più importanti della Cina. Costruito durante il regno della dinastia Ming, era il luogo in cui l’imperatore realizzava sacrifici per ringraziare il Cielo per i frutti ottenuti e pregava per i futuri raccolti
Qui si trovano diversi edifici dedicati al Dio del Cielo. Tra i più importanti:
Qinian Dian: Il Tempio delle Preghiere per il Buon Raccolto è un edificio circolare di colore azzurro che simboleggia il Cielo. È il tempio che viene in mente pensando al Tempio del Cielo.
Altare circolare: Costruito con lastre di marmo distribuite in nove cerchi concentrici, il luogo in cui l’imperatore realizzava i sacrifici è la parte più importante del luogo sacro.
Volta Imperiale del Cielo: Il padiglione che si usava per conservare gli elementi cerimoniali è circondato dal Muro dell’Eco, un pannello che produce sorprendenti effetti sonori.
Salone dell’Astinenza: L’edificio in cui l’imperatore passava la notte precedente ai rituali è una piccola riproduzione della Città Proibita.
La sera ci siamo regalati una cena in un pluristellato location fantastica anche se non facile da individuare, servizio impeccabile, anatra pechinese squisita ma prezzo elevato pur essendo un pluristellato.
Il giorno dopo visita al centro panda e successiva partenza per la grande muraglia, dalla quale siamo dovuti tornare indietro perché chiusa a causa delle forti piogge.
In alternativa la guida ci ha portato a visitare il Palazzo d’estate molto bello ma tra il caldo e la quantità enorme di gente non siamo riusciti a godercelo.

Nel tardo pomeriggio abbiamo approfittato per vedere a teatro uno spettacolo circense, i cinesi sono tra i popoli più preparati in questo campo artistico.
Dal teatro ci siamo recati direttamente a cena in uno stellato dove il rapporto qualità prezzo è ottimo, location di classe ma allo stesso tempo informale, cibo strepitoso e un’anatra alla pechinese indimenticabile.
Per il nostro ultimo giorno a Pechino siamo riusciti a visitare la meravigliosa muraglia cinese che immaginavo come una tranquilla camminata in realtà serve un minimo di preparazione fisica per le salite, scalinate e discese ma è una gita da non perdere se si va in Cina, già solo per camminare su una delle opere più impressionanti mai realizzate dall’uomo, visibile dallo spazio.

Dopo la Muraglia abbiamo concluso il viaggio esplorando la Città Proibita, un luogo immenso dove ogni cortile sembra essere l’ultimo, prima di aprirsi su uno ancora più grande.

Terminata la visita abbiamo approfittato per fare una doccia in hotel, chiudere la valigia e tornare in Italia. Viaggiare, scoprire il mondo è sempre bello perché si ha una casa in cui tornare e dopo un po’ personalmente ho bisogno di tornare alle mie origini.
La Cina mi ha sorpresa ogni giorno.
Mi hanno colpita le sue città futuristiche e i villaggi antichi, i paesaggi incredibili, l’organizzazione dei trasporti, la gentilezza delle persone e una cucina molto più varia di quanto immaginassi.
È un Paese che richiede adattamento: bisogna convivere con la folla, con il clima spesso caldo e umido e con differenze culturali importanti.
Ma è proprio questo il bello.
Perché la Cina non assomiglia a nessun altro luogo al mondo.
E oggi, tornando a guardare le fotografie di questo viaggio, so già che prima o poi ci tornerò.
