Tre giorni alla scoperta dell’Alta Provenza: tra gole spettacolari, borghi da fiaba e paesaggi d’ocra

Il ponte del 2 giugno ci ha regalato l’occasione perfetta per un breve viaggio on the road alla scoperta dell’Alta Provenza. Provenza in viaggio tra canyon e villaggi, tre giorni intensi tra panorami mozzafiato, villaggi arroccati, campi di lavanda e sorprendenti sfumature d’ocra.
Partendo da Novara il venerdì sera, abbiamo raggiunto la Francia con una prima sosta a Mont-Dauphin, suggestiva fortezza di montagna patrimonio UNESCO. Da qui è iniziata la nostra avventura provenzale.
Le Gole del Verdon: uno spettacolo della natura
La mattina del sabato abbiamo percorso la celebre Route de la Corniche Sublime, lungo il versante sud delle Gole del Verdon. Considerate il “Grand Canyon d’Europa”, queste gole offrono scorci davvero spettacolari, soprattutto nelle giornate di sole come quella che ci ha accompagnato.

Prima di iniziare il percorso abbiamo fatto una breve sosta a Castellane, un piacevole borgo ideale per una pausa durante il viaggio.
Una volta arrivati al Lago di Sainte-Croix, non abbiamo resistito alla tentazione di fermarci per qualche fotografia. Per chi dispone di più tempo, questo è il luogo ideale per noleggiare una canoa ed esplorare le gole direttamente dall’acqua.

Moustiers-Sainte-Marie, il borgo delle ceramiche
La vera sorpresa della giornata è stata Moustiers-Sainte-Marie, uno dei villaggi più affascinanti della Provenza.

Arroccato tra due imponenti pareti rocciose e attraversato da un torrente, sembra uscito da una fiaba. Sopra il paese brilla la celebre stella sospesa tra le rocce, simbolo del borgo e protagonista di una suggestiva leggenda locale.
Passeggiare tra le sue stradine acciottolate è un piacere: case colorate, scorci romantici e numerose botteghe artigiane dedicate alle famose faïences, le tradizionali ceramiche smaltate che hanno reso celebre il paese.
Tra le botteghe più particolari segnaliamo l’Atelier Mufraggi, ospitato in un’autentica abitazione scavata nella roccia.
La trecentesca Chapelle Notre-Dame de Beauvoir, è una deliziosa chiesetta abbarbicata a uno dei due versanti della montagna, che vale la pena visitare. Si raggiungere tramite un ripido sentiero di 262 scalini, che consigliamo con il caldo di affrontarla di prima mattina.

La giornata si è conclusa a Riez, nel B&B Bastide de Mazan, una tipica casa provenzale con piscina e un’ottima colazione preparata con marmellate artigianali.
Il Colorado Provenzale e i borghi del Luberon

Rustrel e il sorprendente Colorado Provenzale
La domenica è iniziata con una delle tappe che aspettavamo di più: il Colorado Provenzale di Rustrel.
Questo straordinario paesaggio dai colori rossi, arancioni e gialli ricorda davvero i canyon americani. L’accesso è gratuito, mentre è necessario prenotare e pagare il parcheggio noi lo abbiamo fatto tramite il link ufficiale Prenotazione Colorado provenzale.
Sono disponibili due percorsi:
- Circuito del Sahara: 2,1 km, facile e molto scenografico.
- Sentiero dei Belvedere: circa 4 km, più impegnativo ma con una vista completa sul sito.
Li abbiamo percorsi entrambi e il nostro consiglio è di scegliere il Circuito del Sahara se avete poco tempo: è decisamente il più spettacolare.

Saignon, un piccolo gioiello nascosto

Per pranzo ci siamo fermati a Saignon, uno dei borghi più autentici del Luberon.
Dalla chiesa di Notre-Dame parte una piacevole passeggiata che attraversa il centro storico fino a raggiungere la celebre rocca panoramica da cui si gode una splendida vista sulla valle. Un luogo tranquillo e poco turistico che merita sicuramente una visita.
Bonnieux o Lacoste?
La tappa successiva è stata Bonnieux, uno dei borghi più citati nelle guide della Provenza. Personalmente però non ci ha conquistati come speravamo.
Molto più affascinante ci è sembrato Lacoste, borgo medievale caratterizzato da vicoli acciottolati e splendide case in pietra. La salita fino al castello regala scorci fotografici davvero suggestivi.

Tramonto a Roussillon

La giornata si è conclusa a Roussillon, il celebre paese dell’ocra.
Abbiamo soggiornato presso l’Hotel Les Ambres, una struttura immersa nel verde con una piacevole piscina dove rilassarsi dopo una giornata ricca di visite.
Per cena abbiamo scelto il ristorante Omma, segnalato dalla Guida Michelin. La terrazza panoramica affacciata sui sentieri dell’ocra è splendida, mentre la cucina ci ha lasciato meno entusiasmo rispetto alle aspettative.

Tra ocra, abbazie e i borghi più belli della Provenza
Il Sentiero delle Ocre di Roussillon
Il lunedì mattina siamo entrati nel famoso Sentiero delle Ocre all’apertura. L’ingresso è a pagamento una piccola cifra e specialmente in estate conviene prenotare prima, qui il link per le informazioni Prenotazione sentiero delle Ocre

Consigliamo vivamente il primo orario disponibile: il percorso è molto più piacevole senza la folla e permette di scattare fotografie straordinarie.
Anche se relativamente breve, il sentiero regala scenari unici grazie alle incredibili sfumature di rosso, arancione e giallo delle antiche cave d’ocra.
Dopo la visita abbiamo dedicato del tempo al centro storico di Roussillon, che si è confermato uno dei paesi più belli dell’intero viaggio.

L’Abbazia di Sénanque e i campi di lavanda
Pochi luoghi rappresentano la Provenza meglio dell’Abbazia di Sénanque.
La visita è particolarmente interessante grazie all’Histopad, un supporto multimediale che permette di scoprire la vita monastica attraverso i secoli.
Ancora oggi i monaci coltivano il lavandin, creando uno dei panorami più iconici della regione.

Gordes: bellissima ma affollata
Tra i borghi più famosi della Provenza non può mancare Gordes.
Le sue strade acciottolate, le viste panoramiche sul Luberon e il fascino delle costruzioni in pietra ne fanno una meta imperdibile. L’unico vero problema è rappresentato dai parcheggi, spesso costosi e molto richiesti.
Noi purtroppo abbiamo trovato grande affluenza e siamo riusciti a visitarlo solo velocemente, ma vale sicuramente una sosta più lunga.
Prima di lasciare la zona non perdete il celebre punto panoramico all’ingresso del paese: una delle immagini più iconiche della Provenza.

Fontaine-de-Vaucluse

La nostra tappa successiva è stata Fontaine-de-Vaucluse.
Nonostante la sorgente principale fosse temporaneamente chiusa per motivi di sicurezza, la passeggiata lungo la Sorgue si è rivelata molto piacevole. Acqua cristallina, alberi ombrosi e numerosi locali affacciati sul fiume rendono il luogo perfetto per una pausa rilassante.

L’Ile-sur-la-Sorgue: la Venezia della Provenza

L’ultima notte del viaggio l’abbiamo trascorsa a L’Ile-sur-la-Sorgue, una delle città più caratteristiche della regione.
Attraversata da canali e animata dalle storiche ruote idrauliche, è considerata uno dei centri più affascinanti della Provenza. Passeggiando nel centro storico si incontrano negozi di antiquariato, mercatini, caffè e scorci pittoreschi lungo il fiume.
Particolarmente interessante è il percorso delle ruote a pale, testimonianza dell’antica attività industriale della città.

Per la cena abbiamo scelto L’Atelier l’Art des Mets, ristorante segnalato Michelin nei dintorni della città, una conclusione perfetta per il nostro viaggio.
Considerazioni finali
In soli tre giorni abbiamo scoperto una Provenza sorprendentemente varia: dalle vertiginose Gole del Verdon ai paesaggi lunari del Colorado Provenzale, passando per alcuni dei borghi più belli di Francia.
Se dovessimo scegliere le tappe imperdibili, consigliamo senza dubbio:
- Moustiers-Sainte-Marie
- Gole del Verdon
- Colorado Provenzale di Rustrel
- Roussillon e il Sentiero delle Ocre
- Gordes
- L’Ile-sur-la-Sorgue
Un itinerario perfetto per un lungo weekend tra natura, cultura e panorami che difficilmente si dimenticano.
